Inaugurazione mostra con aperitivo! domenica 16 settembre

Cesare Reggiani “Isole”
Sansepolcro 15 Settembre-27 Ottobre/2007
INAUGURAZIONE 15 SETTEMBRE ORE 18 alla OpenStudioGallery
INAUGURAZIONE 16 SETTEMBRE ORE 18 da Gocce
Galleria “OpenStudioGallery” Direttore della Galleria Magda Garulli
via Piero della Francesca,35
52037- Sansepolcro (AR)
Orario di apertura: giovedì , venerdì, sabato dalle ore 17,00 alle ore 20,00
tutti i giorni per appuntamento tel. 0575788511 cell.3356435162
Gocce (spazi dedicati alla bellezza dei capelli e al benessere del corpo)
Via del campo sportivo 20
52037- Sansepolcro (AR)
www.gocceperte.it
Orario di apertura: dal martedi al sabato dalle ore 8,00 alle ore 20,00
Per contatti:
sito www.openstudiogallery.com
email: info@openstudiogallery.com
tel. 0575788511 cell. 3356435162
COMUNCATO STAMPA
L’artista proposto è Cesare Reggiani (Faenza, 1949). Reggiani esordisce negli anni '70 come autore di fumetti con la creazione della lunga saga fantascientifica di Prigionieri della meta, con testi di Wupi, pubblicata prima su Alter, poi su Il Mago e raccolta in albo in Francia. Nel 1980 scrive e disegna l'albo "Deviazione Cerebrale" (Editiemme) tradotto in Francia e Spagna. Dopo l'ultimo, e il più amato, "Le dieci esperienze di Orino Vientellio" (1982) lascia il fumetto e si dedica completamente all'illustrazione.
Dal 1977, anno in cui dà il via ufficialmente alla professione, produce un gran numero di illustrazioni di fantascienza. Allo stesso tempo collabora, sempre su temi fantascientifici, con il mensile Playboy, poi con Starbene e Sirio. Dopo la partecipazione al Salon des Illustrateurs a Parigi (1984) Reggiani si impegna in una intensa attività in campo pubblicitario, producendo immagini per importanti campagne. In seguito selezionerà il lavoro pubblicitario per dedicarsi sempre più a quello editoriale. Inizia una collaborazione dapprima con il Club degli Editori, quindi con Rizzoli RCS, ma è con Urania Mondadori che Reggiani torna sui temi della fantascienza, temi che trova congeniali alla sua vena surreale e immaginifica pur non essendo un appassionato del genere letterario.
A cavallo dei '90 inizia una fattiva collaborazione con il gruppo Longanesi, Tea, Salani disegnando copertine di fantasy e di avventura e dei Romanzi della natura (Salani). E' del 1991 la pubblicazione del diario di viaggio umoristico Il Danubio in bicicletta (Calderini), poi, per lo stesso editore un'edizione dell'Artusi illustrato all'acquerello.
Nel 1995 crea le dodici immagini del secondo numero del periodico Teléma e inizia una intensa collaborazione con il marchio Floor Gres il quale ha affidato alle sue immagini l'intera comunicazione. e il calendario 1999. Nel 1992 la Rai gli dedica una puntata della serie televisiva Matite d'Italia. Nel 1998 la città di Faenza gli dedica un'ampia mostra antologica in occasione della quale viene edito il volume monografico Esperienze. L'anno successivo produce le tredici illustrazioni per il calendario 2000 degli Scout per le Edizioni Fiordaliso. Nel 2000 illustra il libro di poesie I canti della stagione alta di Paolo Melandri ed esegue la grande decorazione (90 mq) per lo stand Floor Gres al Cersaie. Nello stesso anno viene pubblicato un nuovo catalogo dei suoi dipinti in occasione della mostra Feria d'Annone.
Negli ultimi anni si è dedicato con sempre maggiore impegno alla produzione pittorica con mostre personali in Italia e in Francia, dove nell'ottobre 2000 tiene la sua prima personale alla Galleria Romanet di Parigi, città nella quale risiede parte dell'anno.
CESARE REGGIANI O LA MODERNA ARCADIA La forte carica di suggestione che emana dai quadri di Cesare Reggiani va individuata, ad un primo esame, nel particolare clima di stasi, di silenzio, di perfezione e di quiete che pervade le sue opere. Le sue raffigurazioni hanno, inoltre, tutte le parvenze di una realtà conosciuta ma, a ben vedere, niente è più impossibile da trovare nel nostro mondo di una natura così sapientemente ordinata, di volumi talmente semplici da non poterne riconoscere la destinazione funzionale e di animali in libertà, anche feroci, che convivono, senza alcun timore reciproco, con sempre più rare, nella sua ultima pittura, figure umane. Il mondo animale, anzi, sembra sempre più impossessarsi di una scena quasi metafisica. Non è dato sapere, o soltanto ipotizzare, chi sia stato il costruttore di architetture colossali così perfette, solide, non soggette minimamente allo scorrere del tempo e all'usura. Anche la disposizione delle alberature sembra far supporre una sconosciuta mente ordinatrice come i prati pettinati e totalmente immuni da sterpaglia e rovi. Le stesse rovine, composte con tracce di archi, trabeazioni e pilastri, sono nette e compiute; non sono affatto il risultato di crolli o demolizioni dovuti a momenti terribili. Tutto è pace e quiete. L'inserimento in primo piano di dettagli di questa costruzione, quali le foglie di invenzione che galleggiano e fluttuano nello spazio andando ad adagiarsi come lievi piume sui pilastri, è, forse, funzionale allo svelamento di come anche il più piccolo componente di questa grande scena sia perfetto e imperfettibile. Non si tratta, però, del microcosmo di un giardino ma bensì di ampie distese che si disperdono all'infinito fino ad un lontano orizzonte traguardato da montagne impalpabili come nuvole. Tutto è leggero e per nulla gravato dalle pesantezze della materia. Nel mondo pittorico di Reggiani tutto sembra essere stato decantato e purificato. Ogni tensione è allentata. Un senso di ordine e calma senza tempo pervade ambiente, architetture e esseri viventi. Proprio il contrario della contemporanea condizione umana ma anche di quella moderna e, forse, di tutti i tempi. La realtà è sempre caotica, difficile da capire, incerta, corrotta e corruttibile, anche in senso fisico. (estratto dalla presentazione di Franco Bertoni: direttore del compartimento contemporaneo del Museo delle ceramiche di Faenza)
--------------------------------------------------------------------------------



Nessun commento:
Posta un commento